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IL FESTIVAL SIAMO NOI
Il Festival nasce da un sogno: creare una comunità viva, radicata nel territorio e ispirata ai principi etici della permacultura.
Per tre giorni la città diventa un laboratorio a cielo aperto che accoglie esperti, appassionati, studenti e cittadini desiderosi di progettare insieme un futuro possibile.
L’intento è incoraggiare il cambiamento aprendo spazi di incontro e immaginazione condivisa.
Il Festival
Il programma propone conversazioni, presentazioni, conferenze e workshop che spaziano dalla bioedilizia alla gestione naturale delle acque, dalla progettazione del paesaggio all’agricoltura resiliente.
Il Festival si propone come prototipo sperimentale replicabile: un modello di condivisione e progettazione in permacultura che possa essere adattato ad altre comunità attraverso percorsi strutturati e partecipati.
Il Festival, ideato dall’architetto e progettista in permacultura Luca Puri, nasce nel 2014 con l’obiettivo di tradurre in azioni concrete i tre principi etici della permacultura: cura della terra, cura delle persone e condivisione equa delle risorse.
L’anima del Festival è profondamente intrecciata con l’arte e la collaborazione sociale.
Vogliamo che Bolsena diventi il palcoscenico di un altro modo di vivere. La permacultura non è solo agricoltura: è un sistema progettuale per la vita e per la comunità. Questo Festival è un atto di dono collettivo per ispirare un cambiamento concreto.
Luca Puri
"Luca Puri"
Perche? Un Festival?
Per la semplice gioia della condivisione
Architetto, paesaggista, docente di Permacultura e curatore, affianca all’attività progettuale quella formativa, promuovendo un approccio sistemico che unisce osservazione, progettazione e cura delle relazioni tra persone, ambiente e territorio. Da oltre vent’anni progetta paesaggi, organizza eventi culturali creando occasioni di incontro dedicate alla sostenibilità e all’innovazione sociale.
Il suo lavoro si fonda sulla capacità di leggere il contesto, creare connessioni e accompagnare processi complessi. Il paesaggio è il filo conduttore della sua ricerca e il punto di partenza di ogni esperienza progettuale, nella convinzione che ogni luogo custodisca una propria identità e un proprio potenziale. Ideatore e curatore del Festival di Permacultura, è anche curatore delle mostre d’arte concepite come percorsi di approfondimento e dialogo tra paesaggio, arte, ecologia e sociale.
Per Luca Puri, un festival è molto più di un evento: è uno spazio di incontro, confronto e apprendimento reciproco, capace di trasformare un’intuizione individuale in un progetto collettivo.
La sua esperienza dimostra che i risultati più significativi nascono dalla cooperazione, non dalla competizione. Oggi il progetto si avvale della collaborazione di: Comune di Bolsena, Associazione IDEA, Squola Praticante, Accademia Italiana di Permacultura, Macrolibrarsi, Pro Loco Bolsena, Visit Bolsena, Arabella Ciampi e le numerose associazioni di Bolsena.
Cos’è la permacultura?
Osservazione, Multifunzionalita’, Diversita’, Scelta
La permacultura è un movimento di pensiero nato in Australia negli anni Settanta con un’idea semplice: vivere in modo sostenibile può essere facile, creativo e anche divertente.
Nasce così un modo di guardare alle relazioni – con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente – e di progettare sistemi umani produttivi, resilienti e in equilibrio con ciò che li circonda. Al centro ci sono tre principi etici: cura della terra, cura delle persone ed equa condivisione delle risorse.
La permacultura è un processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico con una consapevolezza etica.
Costruire una casa, farsi un orto, essere coscienti del paesaggio tessendo scambi sinergici è alla base della permacultura. In questo scambio “tu” sei l’agente attivo capace di trasformare l’ambiente circostante utilizzando principi etici.
Nelle piazze, nei vicoli del paese scoprirete com’è facile farsi un orto per l’autosostentamento, come intonacare con la terra, come il canto può far bene all’ecosistema e come i margini siano funzionali agli ecosistemi naturali e umani.
Tutto all’insegna di un’economia nuova dove i soldi non fanno da padrone.
Bolsena - Velzna
Bolsena sorge sulle rive del lago popolato sin dal neolitico
Il lago di Bolsena è il più grande lago di origine vulcanica in Europa, formatosi più di 300.000 anni fa per il collasso di alcuni vulcani della catena dei monti Volsini che, a seguito di un’esplosione, crearono la grande caldera ricoperta poco a poco dalle acque.
Le coste del pescoso lago sono per lo più sabbiose alternate a campi e orti, oliveti, vigne, boschi di querce e castagni, salici con estesi canneti, rifugio di molti uccelli lacustri.
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Attraversata dalla via Cassia, risente la mancanza di collegamenti adeguati (ferrovia e autostrada), che d’altro canto l’hanno risparmiata dagli insediamenti industriali, preservando l’ambiente naturale e lasciandola legata all’agricoltura e al turismo, attirato anche dalla grande quantità di monumenti storici e archeologici.
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Con i Villanoviani sorsero Visentum (Bisenzio) e Velzna-Volsinii (Bolsena), raggiungendo poi un periodo di grande splendore con gli Etruschi.
Il lago è da sempre luogo sacro e fertile. È accreditata l’ipotesi che sia sede del “Fanum Voltumnae” luogo sacro dove si riunivano ogni anno le dodici città della Confederazione Etrusca. I Romani nel 264 a.C. occuparono Volsinii e distrussero Visentum, per poi ricostruirle e farne dei municipi.
In età imperiale è lo scenario della vicenda di Santa Cristina, martire cristiana del III sec. e nel 1263 del miracolo Eucaristico, a custodia del quale verrà costruito il Duomo di Orvieto.